mercoledì 20 novembre 2013

Eccoci qui con l'appuntamento settimanale per conoscere meglio Violet Soul - Anime Gemelle. Quest'oggi approfondiremo meglio il personaggio di Angelica Lanceri, la migliore amica della protagonista. Chi ha letto le prime cinquanta pagine scaricabili al concorso e chi ha letto interamente la prima versione della storia - quando l'ho pubblicata su EFP -, ricorderà sicuramente l'interpretazione piuttosto colorita riguardante l'acronimo, pensato e inventato da lei stessa, della targa del misterioso ragazzo nuovo: Charles Lacroix.

« Avete visto che targa? » domandò Angelica.
« Quale targa? » chiesi, cercando nella borsa le chiavi della macchina.
Un’altra giornata era giunta al termine.
« Quella di Charles, il tipo nuovo. »
« SF 365 AA » disse Marika, sporgendosi un po’ per leggere meglio, mentre il macchinone nero sgommava via dal parcheggio.
« Cos’ha di strano? » domandai ad Angelica.
« Leggi tra le righe, sorella! » replicò, mettendomi un braccio intorno al collo. « Sono Figo 365 giorni All’Anno » concluse soddisfatta, mentre Marika si stava già rotolando a terra dalle risate.

Per quanto spiritosa possa sembrare, la nostra Angelica non è solo finta apparenza, ma molto, molto altro. Tra le critiche più gettonate, mi è stato ribadito più volte quanto questo personaggio - insieme a quello di Marika, di cui si parlerà più avanti - sia stato piatto e superficiale. Quello che chi ha letto solo l'estratto dei primi capitoli non può sapere è che dietro a questa "superficialità" si nasconde un passato bello tosto.
Angelica Lanceri, infatti, è dovuta crescere senza una figura genitoriale. Il perno della questione non è tanto la mancanza di uno dei due genitori - di cui non svelerò il sesso - quanto la consapevolezza dell'abbandono: la persona è andata via perché non era pronta per assumere quel ruolo. Ha deciso, quindi, di abbandonare sua figlia e anche chi aveva sposato, preferendo un'altra vita.
Nonostante non le sia mai mancano nulla, la vita di questa ragazza è stata segnata da una ferita profonda, mentre la sua infanzia è stata sostituita da una crescita troppo rapida. Non ha vissuto appieno la sua infanzia, bensì si è sentita costretta a crescere troppo in fretta.

Nonostante questa sua infanzia rubata, Angelica era cresciuta con un forte ottimismo e una sana dose di fiducia nei confronti della vita. Era, per questi motivi, quasi sempre allegra. Dietro il suo sorriso, malgrado tutto, si celava tanta sofferenza. Una sofferenza, tuttavia, che riguardava il suo passato, a cui non avrebbe mai permesso di influenzare il presente né, tanto meno, il proprio futuro.
La vita è breve, diceva sempre, e ho passato fin troppi anni a piangere chiusa nella mia cameretta. Voglio gioire della vita, dei suoi colori, dei suoi momenti bui… Voglio tutto questo, voglio essere felice! Almeno per una volta voglio sorridere e basta. Ci sono troppe cose orribili a questo mondo, non trovate? Io sto bene. Ho salute, non posso lamentarmi economicamente parlando, ho un ragazzo che mi ama… Si può avere di più?

Finisce qui, anche oggi, questa piccola full immersion nel mio racconto.
Spero che il personaggio di Angelica, ora, sia apprezzato un po' di più. La sua storia, come ho specificato sull'estratto della settimana scorsa, rimarrà invariata anche nella nuova stesura. Perciò, per conoscerla meglio, dovrete attendere ancora un po'.
Come sempre, se voleste lasciarmi i vostri pareri ne sarei contenta. :)
A Mercoledì prossimo! Un bacione a tutti,
Mia Swatt.

2 commenti:

  1. Ciao Mia,
    torno a leggere il tuo blog e ci trovo questo interessante approfondimento.

    Grazie dell'accurata risposta al commento che ho lasciato qualche post fa.

    Il consiglio che, dal mio punto di vista, posso darti e di cercare di non essere troppo estrema nelle descrizioni. Vale a dire: se Angelica ha un vissuto infelice alle spalle, deve *proprio* avere un "*forte* ottimismo"? Basterebbe dire che, nonostante il suo passato, crescendo la ragazza ha acquistato un certo ottimismo. Trovo la citazione delle parole della ragazza nelle righe seguenti più emozionante e realistica, perché spiega i motivi che personalmente lei ha per essere felice.
    In generale, tieni presente che, per quanto siano piacevoli da immaginare e descrivere, personaggi troppo positivi (o anche personaggi che si sono ripresi troppo bene da esperienze che dovrebbero lasciare profonde cicatrici) tendono ad infastidire l'esigente e disincantato lettore contemporaneo. Quindi è più realistico che anche i personaggi secondari, oltre alla protagonista, abbiano dei problemi e facciano degli errori.

    Ricordati poi che nel mercato dei libri "veri" non sempre valgono le regole di gradimento di Efp e simili, quindi il fatto che Violet Soul fosse stato molto apprezzato, come mi dicevi, è sicuramente un buon punto di partenza, ma ricorda che chi lo leggeva su Efp lo faceva gratis. Quando le persone cominciano a pensare di dover pagare un libro saranno meno disposte a soprassedere su qualunque imperfezione.

    Ti lascio il link al post di Mattia Signorini che parlava della sua esperienza di agente su Writer's Dream. In particolare è da tener presente quello che scrive riguardo alle prime 40 pagine di un romanzo nel paragrafo "LE LETTERE DI RIFIUTO STANDARD E LA DOMANDA CHE NASCE SPONTANEA". http://www.writersdream.org/forum/topic/19242-dialoghi-con-mattia-signorini/

    Un saluto

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao! Ti ringrazio, prima di tutto, per essere passata nuovamente di qua. Sono contenta di leggere che trovi interessanti i miei posti. :) Per il resto, trovo che ogni persona reagisca al dolore in modo del tutto soggettivo. Ti spiego, io non ho approfondito in quel piccolo estratto quale genitore l'ha abbandonata o i motivi in modo dettagliato, anche perché poi non ci sarebbe voglia da parte dei lettori nel leggerlo. Se si sa già tutto, che gusto c'è? Ti posso assicurare, tuttavia, che il mio intento di fare di Angelica una persona ottimista non voleva infastidire nessuno. Credo, malgrado tutto, che ci siano traumi ben più gradi per cui una persona debba/possa essere meno ottimista, e questo - almeno per me - non rientra in quei casi. Parlo per esperienza, ma questo è un altro discorso.
      Per la questione di EFP, capisco quello che intendi e ti do ragione. Insomma, lo so anche io che un sito internet amatoriale non può essere paragonato ad Amazon o a librerie vere e proprie. Sono cresciuta, però, con l'idea che quando qualcosa piace poco importa se sia gratuito o meno, poi magari sbaglio io! XD Comunque, ti ringrazio per i consigli, ma ho ammesso io stessa che questa storia è imperfetta e che, gradualmente, mi sto apprestando a revisionarla da capo. Mi farebbe piacere, dunque, se dovesse andarti, che leggessi qualcosa di mio di più recente, anche per farti un'idea di quanto e come sono maturata. :)
      In conclusione, ti ringrazio per il link. Appena ho un momento vi darò un'occhiata.

      Alla prossima,
      Mia Swatt.

      Elimina